Bioallergen

Le Cimici del Letto

Esistono circa una settantina di specie di cimici ematofaghe, ma sono per lo piu’ parassiti esterni di pipistrelli e uccelli. Soltanto tre specie, di cui due specializzate sull’uomo, si nutrono invece di sangue umano: Cimex lectularius, diffusa nei paesi temperati e Cimex hemipterus, tropicale. Queste specie di cimici discendono tutte da animali che anticamente vivevano in grotta, negli interstizi tra le rocce, e si nutrivano di sangue di pipistrello. Poi nelle grotte ci entrammo noi esseri umani neolitici, e cominciammo a pagare l’affitto alle cimici in termini di sangue. Quando ci trasferimmo in vere e proprie abitazioni, ce le portammo dietro come non voluto animale da compagnia, e dalle nostre case non se ne sono più andate, specializzandosi sempre di più. Aristotele ce ne parla nella sua Historia Animalium e Plinio nella Naturalis Historia.

Cimici sono state ritrovate in tombe egizie di 3550 anni fa a Tell el-Amarna, segno che tutto sommato l’uomo ha sempre condiviso il proprio letto con queste simpatiche bestioline.

Le cimici hanno un corpo lungo 7-8 mm di colore marroncino rossastro completamente schiacciato ventro-dorsalmente, a differenza delle pulci che invece sono compresse lateralmente (in caso di dubbio e’ un buon modo per distinguerle).

Dopo un buon pasto di sangue però l’addome si rigonfia e diventa molto più rotondetto. Appartengono al grande gruppo degli emitteri e sono emimetaboli, cioe’ il giovane, detto ninfa, somiglia molto all’adulto tranne che per pochi dettagli. Dopo la schiusa dell’uovo, ci sono cinque stadi di ninfa: per passare al livello successivo occorre fare almeno un buon pasto di sangue e fare la muta dell’esoscheletro. Gli adulti hanno bisogno di un pasto di sangue per accoppiarsi.

Quindi complessivamente una cimice ha bisogno di voi un minimo di sei volte nel corso della sua vita, ma se vi ha a disposizione e’ felice di succhiarvi ogni pochi giorni. Se deve, però, una cimice resiste senza mangiare anche 12-18 mesi, che non è male perchè significa che una casa abbandonata da un anno può ancora presentare il rischio di un’infestazione.

Il meccanismo di riproduzione di questi insetti e’ notevole e merita menzione. Utilizzano infatti un sistema chiamato “Inseminazione traumatica”: il pene del maschio e’ modificato a forma di stiletto e anzichè introdurlo nelle vie genitali femminili come avviene per la maggior parte degli altri insetti il maschio procede come segue:”cattura” una femmina ricettiva, la rivolta e la “pugnala” con il pene direttamente nell’addome, eiaculando nella cavità addominale. Gli spermatozoi si faranno poi strada per conto loro attraverso l’emocele sino alle ovaie.

La femmina ha evoluto un rinforzo spugnoso nella zona addominale dove ciò avviene di solito per minimizzare il trauma. In questo modo il maschio elimina il problema della scelta femminile e si accoppia tutte le volte che ne ha un’occasione. A dire la verità il maschio di cimice si accoppia con tutto quello che gli viene a tiro, purchessia: femmine ricettive, maschi di passaggio, cimici morte, pezzi di sughero a forma di cimice, cimici di altre specie femmine, cimici di altre specie maschio. Un maniaco.

Si annidano prevalentemente negli interstizi dei muri (ricordo della loro esistenza in grotta), a volte nell’intelaiatura del letto e nelle cuciture dei materassi: col loro corpo appiattito possono infilarsi quasi ovunque. L’uso di idonei coprimaterassi è molto importante per contenere la propagazione dell’infestazione, evitando che le pulci colonizzino il materasso infatti non vi sarà la necessità di buttarlo e acquistarne uno nuovo.

Sono animali lucifugi, quindi escono dal loro rifugio solo quando e’ buio. Per orientarsi e trovare il loro pasto di sangue sono in grado di percepire sia il calore emesso dall’uomo che la CO2 emessa col respiro. Se uno accende all’improvviso una luce puntando verso un materasso infestato dove dorme una persona può assistere allo spettacolo della ritirata delle cimici, che corrono in modo piuttosto sgraziato e al contrario delle pulci non saltano.

Quando la vittima e’ stata percepita, le cimici le salgono addosso, o si fanno cadere su di essa dal soffitto e si mettono alla ricerca di una vena superficiale dove la pelle è’ più sottile, ad esempio alle caviglie, tra le nocche delle mani, sul viso etc.

Se l’insetto non trova la vena o viene per qualunque motivo disturbato, si sposta un po’ più in là di alcuni mm e ricomincia. Il risultato e’ che molto spesso le punture da cimice sono caratterizzate da segni allineati in gruppi di tre. Questo è un segno diagnostico dell’infestazione da cimice, dell’infestazione di una bestia schifosa che vi punge.

L’apparato boccale delle cimici, come quello di tutti gli emitteri, e’ altamente specializzato in modo da avere uno stiletto con cui pungere. Prima di cominciare a nutrirsi però l’insetto inietta un pò della sua saliva che contiene delle sostanze che servono da anticoagulante, vasodilatatore e anestetico (nitroforina), in modo che l’ospite non si svegli per il dolore della puntura, come fanno del resto tutti gli animali ematofagi. Il problema e’ che queste sostanze possono essere dei potenti allergeni e dopo alcuni giorni, una settimana o più generalmente, in corrispondenza della zona punta si possono sviluppare delle bolle rosse che causano un prurito insopportabile. Ciò non avviene sempre naturalmente, dipende dalla risposta individuale del sistema immunitario che va dallo shock anafilattico al nulla assoluto, ma la risposta tipica e’ quella delle bolle arrossate, con un puntino più rosso al centro, molto pruriginose. Pare che dopo un po’ che si viene punti di continuo l’organismo si abitui e la reazione allergica tenda a diminuire, ma si spera che per allora abbiate disinfestato la casa.

Curiosamente, caratteristica pressochè unica tra gli artropodi ematofagi, le cimici non sono vettori di alcuna malattia per l’uomo. Le zanzare anopheles ci regalano la malaria, quelle tigre la chikungunya, i flebotomi la lehismaniosi, le zecche la malattia di Lyme, le pulci la peste, i pidocchi il tifo e chi più ne ha più ne metta. Le cimici ci fanno orrore molto, molto più delle zanzare, perchè invadono un nostro spazio intimo e privato come il letto. A volte le reazioni della psiche umana sono strane.

L’infestazione da cimice, un tempo legata alla sporcizia e ad un’esistenza in condizioni molto precarie, ha subito un calo drammatico dopo la scoperta del DDT, con cui ci si cospargevano le case, le persone, i campi etc. Addirittura si riteneva che negli Stati Uniti la Cimex lectularius fosse estinta definitivamente e anche in Europa per moltissimi anni non si sono registrati casi. Invece ahimè non è così. Negli ultimi dieci anni le cimici sono ricomparse improvvisamente e il numero di infestazioni e’ in continuo aumento nonostante le condizioni generali di vita e l’igiene migliorino sempre più. Come mai? Innanzi tutto perché abbiamo smesso di usare il DDT.. Purtroppo però il DDT ha anche effetti devastanti sull’ambiente quindi e’ stato abbandonato tra gli anni cinquanta e settanta del secolo scorso, tranne che in rare zone del terzo mondo.

In secondo luogo, oggi commerciamo e viaggiamo molto di più. Le cimici non vivono sulle persone, ma amano nascondersi negli angolini piccoli e bui. Comperare una statua di legno proveniente dall’oriente è sicuramente un bene per l’arredamento di casa, ma se l’oggetto e’ relativamente antico e non e’ stato fumigato a dovere e’ possibile che all’interno vi si nascondano le cimici, le loro ninfe o le loro uova e ricordo che sopravvivono a lungo senza mangiare. Si sospetta che le prime cimici di ritorno in Inghilterra dopo la scomparsa dai paesi occidentali siano state introdotte proprio tramite l’importazione di legname (i primi quattro casi avvennero nel 1999).
I viaggiatori però, sotto forma di valige buie e accoglienti, sembrano essere il veicolo preferito di questi animali, che di per se camminano molto poco. Negli Stati Uniti il numero di alberghi infestati e’ in continuo aumento, al punto che e’ stato istituito un registro per informare i viaggiatori del rischio cimici nel loro albergo. La zona più calda e’ New York, seguita dalla Florida e dal North Carolina. Se contate di andare negli USA probabilmente vi conviene controllare non solo perchè è fastidioso tornare grattandosi selvaggiamente, ma anche perchè c’è il notevole rischio di portarsi a casa un souvenir non voluto, in valigia. A Charlotte il 25% degli hotel controllati erano infestati da cimici, ad esempio. A New York City nel 2002 furono riportati solo due casi di infestazione, nel 2007 ne sono stati riportati 6889. Le cimici passano facilmente da un appartamento a quello vicino infilandosi nelle fessure e nelle intercapedini tra i muri, quindi diffidate del vicino di casa se e’ stato di recente in Nord America (anche in Canada c’e’ un aumento di casi del 600% negli ultimi anni). Cimici in aumento sono anche riportate in Germania, Spagna, Australia.

In Italia ci sono stati diversi casi eclatanti, sempre legati ai viaggiatori (fonte). Il 24 Settembre e il 7 Ottobre 2005 cimici furono rinvenute sull’Espresso Lecce-Bolzano e sull’Eurocity notte Nizza-Napoli rispettivamente. A Giugno 2003 numerose cimici furono trovate nel letto di un bambino di sette anni a Pisa, dopo che questi continuava ad avere papule eritematose e pruriginose sulle gambe, mentre nessuna cimice fu trovata nel letto della sorella che dormiva nella stessa stanza. La famiglia aveva da poco ospitato degli amici Nepalesi in visita in Europa, e si ritiene che le cimici fossero nascoste nel bagaglio di questi ultimi. Sempre a giugno del 2003 un turista della Repubblica Ceca ebbe l’infelice sorpresa di trovare nel letto della casa che aveva affittato con tre amici a 15 Km da Pisa una infestazione da cimici, e il poveretto dovette rivolgersi al Pronto Soccorso. La casa era abitualmente affittata a turisti e prima del gruppo di Praga c’erano stati diversi gruppi di tedeschi. La casa e il letto furono spruzzati di insetticida e dopo ventilazione l’appartamento fu affittato ad altri turisti. Alla fine di Luglio una turista tedesca fu nuovamente morsa dalle cimici e si presentò incazzatissima all’agenzia che affittava l’appartamento con una cimice in una gabbietta. Finalmente l’agenzia si decise a chiamare una ditta specializzata.

 

Come ci si accorge se si ha un’infestazione di cimici nel proprio letto?

Ci sono diversi segnali indiretti. Uno e’ ovviamente il ritrovarsi le bolle pruriginose ma, come scritto sopra, questo non accade a tutti e a volte non ci si accorge del problema. Un segnale chiave e’ il ritrovamento delle deiezioni delle cimici, che sono puntini neri o grigiastri con l’aspetto di sangue coagulato, nel letto. Se posti su un foglio bianco, inumiditi e strisciati con un dito dovrebbero lasciare una traccia tipica. Il ritrovamento delle exuvie, la vecchia cuticola esterna che rimane dopo la muta, e’ un altro segnale, come anche piccole macchie di sangue sulle lenzuola. Un controllo alle cuciture del materasso in cerca di adulti o ninfe può anche essere utile in caso di dubbio. Le uova sono sufficientemente grandi da essere visibili ad occhio nudo. Infine, le cimici emettono un odore particolare (non sempre però rilevabile dal naso umano), così penetrante che si può facilmente addestrare un cane ad individuarlo: negli USA molte ditte di disinfestazione ora usano il “cane da cimici”.

Non mi dilunghero’ sul come eliminarle, vi rimando ad una buona ditta specializzata o all’acquisto di un aspirapolvere a vapore (ninfe e adulti muoiono a temperature superiori a 45 gradi).

Mi soffermerò in chiusura su un problema serio, ovvero sulla triste evidenza che questi parassiti stanno acquisendo sempre più resistenza agli insetticidi, piretroidi.

E adesso continuate pure a grattarvi…


Cimici del letto - Prevenzione, Identificazione, Azione


La verità sulle cimici del letto


Consigli per i viaggiatori

Per offrirti il miglior servizio possibile Bioallergen utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies. [Accetto]