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LEGIONELLA: Prevenzione Dei Rischi Negli Ambienti Abitativi

La legionellosi è una malattia ad alta mortalità sostenuta da alcuni tipi di Legionella, tra i quali, la più frequente e tristemente famosa è sicuramente la Legionella pneumophyla.

Il primo caso di epidemia descritto in Bibliografia è piuttosto recente e risale al 1976, anno in cui un gruppo di ex combattenti dell’ American Legion partecipò ad una conferenza al Westin Hotel di Philadelphia, negli Stanti Uniti. Il nome del microrganismo deriva proprio da Legion e la patologia da esso derivata è stata chiamata “malattia dei Legionari”.
Da allora purtroppo si sono moltiplicati i casi di Legionella nel mondo, tanto che si è resa necessaria una speciale sorveglianza da parte delll’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) con l’istituzione nel 1986 di un apposito Istituto Europeo all’uopo destinato, l’EWGLI, nel quale è presente anche l’Italia con l’Istituto Superiore di Sanità.
 
Solo nel 2002 sono stati segnalati all’EWGLI circa 675 casi di legionella, per lo più acquisiti nelle strutture turistiche ricettive.
Caratteristiche della Legionella, sua diffusione in natura e sintomi della malattia.
Sono stati descritti 42 tipi diversi di Legionella e circa il 50% di essi è in grado di provocare la malattia all’uomo.
Secondo le più recenti conoscenze scientifiche, le principali caratteristiche della Legionella sono le seguenti (fonte: Bergey’s Manual – seconda edizione – 2005) : la crescita in presenza di ossigeno (aerobiosi), di cisterna cloridrato (un aminoacido non essenziale) e di sali da ferro, un pH ottimale tra 6,8 e 7,0, la crescita a temperature tra 25°C e 34°C per i ceppi di Legionella ritrovati in natura, ma l’assenza di crescita a partire da 50°C. Legionella è un microrganismo ampiamente diffuso in natura, dove si trova principalmente associato alla presenza di acqua sia essa di fiumi, di laghi, di serbatoi, termale o ad uso umano quando sgorga dai nostri rubinetti. Concentrazioni elevate possono essere rilevate in sistemi di acqua condottata, sottoposti ad inadeguata manutenzione, o in impianti di climatizzazione dell’aria costituiti da torri di raffreddamento, condensatori evaporativi o umidificatori dell’aria.
La malattia in genere si manifesta inizialmente con febbre, brividi, cefalea, vertigini, fotofobia e dolori muscolari, seguiti da tosse secca e difficoltà respiratoria che, in alcuni casi, sfocia in una polmonite grave. Quasi un terzo delle persone colpite presenta anche diarrea o vomito e circa il 50% confusione mentale e delirio.
 
La letalità è del 10-15% dei soggetti colpiti. Il periodo di incubazione normalmente oscilla dai due ai dieci giorni e i sintomi si manifestano mediamente tra i tre e i sei giorni dopo l’esposizione.
 
Vie di trasmissione della Legionella
 
La legionella penetra nel nostro organismo per via respiratoria, mediante inalazione o aspirazione di aerosol. Più le gocce di acqua sono piccole, più il germe può raggiungere facilmente la basse vie respiratorie, in particolare i polmoni.
L’aerosol può essere generato da varie fonti: l’apertura di acqua di un rubinetto o di una doccia in presenza di contaminazione dell’impianto idrico, vasche per idromassaggio e piscine; bagni turchi e aree adibite a sauna; fontane ornamentali specialmente se collocate in ambiente interno; impianti di irrigazione di giardini, acque di scarico di impianti igienici, torri di raffreddamento e condensatori evaporativi, impianti di condizionamento in genere.
 A tutt’oggi non è stato mai dimostrato che la malattia si possa contrarre bevendo acqua contaminata e sembra esclusa la trasmissione diretta tra uomo e uomo, mentre sono stati segnalati casi di legionellosi legati a contaminazioni accidentali di ferite.
 
Come prevenire i rischi
 
La Legionella specie è stata classificata come agente biologico 2 allegato XI della Legge 626/94, ovvero come agente in grado di provocare una malattia infettiva nell’uomo ma che ha scarsa possibilità di diffondersi nell’ambiente qualora siano attuate le opportune misure profilattiche o terapeutiche.
La prevenzione quindi è da considerare il momento fondamentale per evitare la diffusione e la moltiplicazione nell’ambiente di tale germe, come peraltro sottolineato anche nel Documento di linee-guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi del 4 aprile 2000 – Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano.
Di seguito viene riportato un breve schema di attuazione dei sistemi di prevenzione.
 
Impianto idraulico interno
 
Caratteristiche generali richieste:
- netta separazione tra le tubature dell’acqua calda e quelle dell’acqua fredda;
- evitare di installare o di avere tubazioni con tratti termici ciechi e senza circolazione dell’acqua;
- evitare la formazione di ristagni d’acqua;
- provvedere ad effettuare la pulizia periodica degli impianti idrici.
 
Caratteristiche tecniche:
- la temperatura dell’acqua fredda deve essere inferiore o uguale a 20°C in ogni parte dell’impianto;
- la temperatura dell’acqua calda deve essere uguale o superiore a 60°C in serbatoio;
- la temperatura dell’acqua calda deve essere uguale o superiore a 50°C al rubinetto (deve “scottare” al tatto).
 
Misure preventive di base:
- far scorrere l’acqua calda e fredda dai terminali per alcuni minuti almeno una volta la settimana;
- eliminare i tratti terminali cechi e modificare eventuali tratti idraulici che formano ristagni d’acqua;
- stabilire le date di effettuazione delle pulizie dell’impianto almeno due volte l’anno;
- eliminare periodicamente le incrostazioni di calcare sui terminali (ampolle docce, rompigetto, ecc.);
- verificare con termometro certificato la temperatura dell’acqua fredda;
- sottoporre ad analisi l’acqua fredda e trattarla con cloro 50 mg/litro qualora i valori di Legionella siano maggiori di 1.000 ufc/litro.
 
Trattare comunque l’acqua fredda con valori superiori a 100 ufc/l e con contemporanea temperatura superiore ai 20°C;
- verificare con termometro certificato la temperatura dell’acqua calda nei rubinetti terminali almeno una volta la settimana; qualora sia inferiore a 50°C provvedere ad innalzarla nel serbatoio;
- verificare la temperatura dell’acqua nel serbatoio (anche se scaldabagno elettrico) e provvedere ad innalzarla qualora risulti inferiore ai 60°C;
- sottoporre a disincrostazione il serbatoio d’acqua calda, anche se scaldabagno elettrico, almeno due volte l’anno.
- Eliminare eventuali ruggini presenti e alghe visibili nell’impianto idrico.
 
Impianto di condizionamento
 
Caratteristiche generali richieste:
- ad impianto funzionante, l’umidità ambientale deve essere inferiore o uguale a 62%;
- le prese d’aria esterne devono essere distanti dagli scarichi delle torri di raffreddamento;
- l’impianto deve assicurare almeno tre ricambi d’aria all’ora;
- i fan coil devono essere facilmente pulibili e disinfettabili e l’umidità non deve essere raccolta in vaschette interne ma deve essere scaricata subito tra le acque bianche o nere.
 
Misure preventive di base:
- verifica dell’umidità ambientale con igrometro tarato;
-  attuare una corretta manutenzione annuale che preveda:
- una regolare pulizia e disinfezione annuale delle torri di raffreddamento e dei condensatori evaporativi delle unità di condizionamento dell’aria;
- una regolare pulizia e disinfezione annuale dei fan coil con controllo microbiologico finale;
- una ispezione mensile delle torri di raffreddamento e delle tubature visibili;
- eliminare eventuali ruggini presenti e alghe visibili nell’impianto di condizionamento.
 
Ad esito delle azioni messe in atto è comunque auspicabile eseguire un controllo microbiologico:
a) Per il sistema idrico:
- dell’acqua fredda utilizzata;
- dell’acqua acqua calda dai serbatoi, dai rubinetti e alle docce;
- delle incrostazioni e/o residui organici raccolti nelle ampolle terminali delle docce o rubinetti.
 
b) Per il sistema di condizionamento:
- dell’acqua nelle torri di raffredamento.
Sottoporla a trattamento dei clorazione qualora i valori di Legionella siano maggiori di 1.000 ufc/litro;
- dei fan-coil a spot per piano o struttura ricettiva;
 
c) delle sezioni di umidificazione dei condizionatori.
 
I risultati indicheranno se le azioni preventive sono risultate efficaci e quindi le eventuali azioni correttive da intraprendere.
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